strumentazione: per l'esecuzione di un'ISC diagnostica sono indispensabili l'ottica (ne esistono di vari diametri che vanno dal mm. 1,7 ai mm. 4), una fonte luminosa con relativo cavo di fibre ottiche (per trasmettere la luce), un insufflatore di CO2 (se si usa l'anidride carbonica come mezzo di distensione della cavità uterina e del canale cervicale) mentre nel caso si adoperasse un liquido anzichè il gas, è necessaria una pompa manuale od elettronica per iniettare il mezzo liquido (soluzione fisiologica od altro) a pressione controllata. Altro strumento ormai ritenuto fondamentale, anche se in passato se ne faceva a meno, è la minitelecamera collegata ad un monitor ed eventualmente ad un registratore analogico o digitale e/o ad una stampante foto. A tutto questo, infine, si devono aggiungere uno speculum (non tutti lo utilizzano), una pinza portabatuffoli, delle garze, una coppetta per liquido disinfettante, una cannula di Novak (per eventuali biopsie endometriali).
tecnica: si pone la paziente in posizione ginecologica e, dopo averla visitata, si espone la cervice uterina con lo speculum e si disinfetta la vagina. A questo punto, collegata l'ottica alla microtelecamera, alla fonte luminosa ed all'insufflatore (per il CO2) oppure alla pompa (per il mezzo liquido), si inizia l'esame.
Si introduce lo strumento attraverso l'Orificio Uterino Esterno (OUE) della cervice uterina dopo averne osservato con attenzione tutte le caratteristiche. Si percorre con l'ottica, sotto controllo visivo diretto, tutto il canale cervicale osservandone il decorso, il calibro e l'epitelio di rivestimento fino all'OUI (Orificio Uterino Interno). Superato l'OUI, sempre con estrema delicatezza e sempre sotto controllo visivo, si penetra nella cavità uterina per studiarne l'ampiezza, la regolarità, l'epitelio di rivestimento (endometrio) e gli osti tubarici. L'esame non deve durare, di regola, più di due minuti.
controindicazioni: tra le principali controindicazioni si possono segnalare la gravidanza e le infiammazioni in atto
